La cifratura AES-256 spiegata in parole semplici
Quasi tutte le app dicono AES-256. La domanda che conta è dove sta la chiave.
In breve
AES è lo standard di cifratura pubblicato dal NIST, e AES-256 è la versione con chiavi a 256 bit: troppe possibilità per provarle tutte. GCM è un modo di usare AES che rileva anche le manomissioni. Poiché l’algoritmo è così robusto, la vera sicurezza di un’app dipende dalla gestione delle chiavi: chi possiede la chiave, dove è conservata e cosa la sblocca.
Da ricordare
- AES-256: uno standard NIST, blocchi da 128 bit, chiavi da 256 bit.
- GCM aggiunge un controllo d’integrità: i dati alterati non si decifrano.
- Un cifrario robusto con una chiave custodita male non protegge nulla.
Che cos’è AES
AES, l’Advanced Encryption Standard, è un cifrario a blocchi scelto nel 2000 dal National Institute of Standards and Technology (NIST) statunitense e specificato in FIPS 197. Trasforma i dati in blocchi da 128 bit usando una chiave segreta. Lo standard definisce tre versioni, AES-128, AES-192 e AES-256, e il numero indica la lunghezza della chiave in bit.
È ovunque, anche nel tuo iPhone: impostare un codice attiva la protezione dei dati, che cifra i dati dell’iPhone con AES a 256 bit.
Perché 256 bit sono più che sufficienti
Una chiave da 256 bit può assumere 2²⁵⁶ valori diversi. Provarli tutti non è una questione di computer più veloci: è ben oltre qualsiasi cosa si possa fare davvero. Per questo gli attacchi reali ai sistemi ben costruiti aggirano il cifrario invece di attraversarlo: puntano alla chiave, alla password che la sblocca o ai dati mentre sono decifrati.
Cosa aggiunge GCM
Un cifrario da solo nasconde i dati ma non può dirti se qualcuno li ha modificati. GCM, Galois/Counter Mode, specificato dal NIST in SP 800-38D, è una cifratura autenticata: insieme ai dati cifrati produce un tag, e se i dati o il tag sono stati alterati, la decifratura fallisce invece di restituire contenuti corrotti o manipolati.
GCM ha una regola rigida: il valore usato per avviare ogni cifratura, chiamato nonce o IV, non deve mai ripetersi con la stessa chiave. Le implementazioni accurate ne generano uno nuovo ogni volta.
La vera questione è la gestione delle chiavi
«AES-256» ti dice che la serratura è robusta. Non dice nulla su dove è custodita la chiave. Queste domande dicono molto di più su un’app:
- Chi possiede la chiave? Se l’azienda può ripristinarti l’accesso via email, lei, o chiunque ne violi i sistemi, può arrivare ai tuoi dati.
- Dove è conservata? Una chiave salvata accanto ai dati, o derivata da un PIN breve, diventa il punto debole.
- Cosa la sblocca? Una chiave protetta dall’hardware di sicurezza del dispositivo e da un segreto che conosci solo tu è molto più difficile da attaccare.
- E se dimentichi il segreto? Una risposta onesta prevede una chiave di recupero che conservi tu, non una richiesta all’assistenza.
Ogni file
la sua chiave AES-256-GCM
Chiave della cassaforte
avvolge ogni chiave di file
Secure Enclave
aperto dalla tua sequenza
Come la applica Latent
Latent cifra ogni file con una propria chiave AES-256-GCM. Queste chiavi sono avvolte da una chiave della cassaforte, a sua volta protetta da una chiave nel Secure Enclave dell’iPhone e sbloccata dalla tua sequenza o password. Le chiavi vengono cancellate dalla memoria quando la cassaforte si blocca. Nessun altro ne ha una copia: la frase di recupero di nove parole è l’unica riserva, e ce l’hai solo tu.